A proposito di cazzari…

Di cazzari smascherati, attraverso il lavoro di giornalisti e reporter, ne sentiamo spesso parlare. Storie di falsi medici, falsi guru di internet, millantatori, truffatori, maghi e tante altre losche figure, riempono le pagine dei rotocalchi e le rubriche dei programmi d’intrattenimento televisivo, con una certa regolarità. Ma tra tutte queste storie, ne esiste una che le batte tutte e ve la racconto oggi.

Paolo Macchiarini è un medico-chirurgo Italiano nato in Svizzera nel cinquantottesimo anno del vecchio secolo. Formatosi all’Università di Pisa dove si specializzò in chirurgia toracica, terminò il suo percorso formativo spostandosi tra gli Stati Uniti, la Francia e l’Inghilterra. Diventò famoso nel duemilaotto quando, a Barcellona, effettuò per primo, un trapianto della trachea, utilizzando un metodo all’avanguardia, che comprendeva l’utilizzo di cellule staminali e di un organo appartenente a un donatore deceduto. Non andrò oltre, con il racconto di quest’operazione chirurgica, dai dubbi esiti positivi e dai risvolti inquietanti, che forse tratterò in un altro pezzo, vi basti sapere che dopo questo intervento Macchiarini fu detto: il chirurgo delle operazioni impossibili.

Acclamato da tutti, dopo essere stato eletto Professore Onorario all’University College of London (UCL) e diventato collaboratore dell’Ospedale di Careggi a Firenze, nel duemilaundici, fu assunto dal prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma che riponeva in lui, non solo la speranza di ottenere nuovi fondi per la ricerca sulle cellule staminali, ma anche quella, neanche troppo nascosta, di riportare il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia in Svezia. Infatti fu reclutato personalmente non solo dal direttore dell’istituto Anders Hamsten ma da nientepopodimenoche Urban Lendahl, all’epoca segretario generale dell’assemblea per il Nobel e designatore del premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia.

Al Karolinska, Macchiarini cominciò a fare trapianti della trachea sperimentando nuovi metodi, utilizzando cellule staminali e materiali sintetici. La sua fama aumentò a dismisura in tutto il mondo, tanto che nel duemilatredici la NBC, nonostante l’uomo fosse sotto inchiesta da parte degli inquirenti italiani, per truffa e circuizione dei pazienti (episodi avvenuti durante la sua collaborazione con l’ospedale di Careggi conclusasi nel duemiladodici), sulla scia di altre emittenti e giornali decise di dedicargli un documentario.

Fu durante le riprese di: Un atto di fede, che il Chirurgo conobbe Benita Alexander, reporter e documentarista della NBC. Cominciò tra di loro una storia d’amore con la A maiuscola, fatta di viaggi, regali di ogni tipo e scappatelle nei più disparati angoli del globo. La leggenda vuole che sotto il ponte dell’accademia a Venezia, ci sia ancora il loro lucchetto d’amore. Una love story travolgente che lasciò senza fiato la donna, quando, la notte di natale del duemilatredici, si vide chiedere la mano. Le nozze vennero fissate per il duemilaquindici. Macchiarini le rivelò che sarebbero avvenute a Castel Gandolfo e che le avrebbe celebrate nientepopodimenoche il Papa, suo grande amico, del quale era a suo dire medico personale e il quale gli aveva accordato il sacramento, nonostante entrambi fossero divorziati. Macchiarini le mostrò le partecipazioni e Benita rimase stupefatta vedendo che tra gli ospiti ci sarebbero stati gli Obama, i Clinton, Putin, Elton John e altre note star di Hollywood. La donna, folle d’amore, credette ingenuamente a tutto quello che il famoso Chirurgo le raccontava: l’Enoteca Pinchiorri responsabile del catering, la carrozza del Papa concessa dal Pontefice e perfino gli abiti da cerimonia forniti dallo stilista Matthew Christopher, un sogno incredibile che stava diventando realtà.

A fine duemilatredici però, il Karolinska Institute, in seguito ai numerosi decessi susseguiti alle operazioni di Macchiarini, chiuse il programma di chirurgia da lui intrapreso, riducendo i rapporti con il Chirurgo che continuò a svolgere per l’instituto solo attività di ricerca. A Benita l’uomo spiegò la decisione del Karolinska, sostenendo di esser vittima di una qualche congiura Massonica, dicendo che si sarebbe spostato in un altro istituto e affermando che questo non avrebbe avuto impatto alcuno sulla loro storia d’amore.

Tuttavia all’inizio del duemilaquattordici, Benita scoprì per caso, parlando con un amico, che il Papa non avrebbe mai potuto celebrare le sue nozze, perché il giorno scelto per la cerimonia sarebbe stato in visita in Sud America. Benita mise quindi alle costole del suo amore un investigatore privato e scoprì che non solo l’uomo era ancora sposato ma che non c’era nessun matrimonio in preparazione. Il direttore della stampa Vaticana inoltre gli rivelò che non esisteva nessun medico personale del Papa che si chiamasse Macchiarini.

Il sogno d’Amore di Benita si concluse così in un niente, ma gli articoli incentrati sulla sua vicenda amorosa smossero le acque e fecero insospettire i colleghi del Macchiarini (vabbé caliamo un velo pietoso su questo punto). Il Karolinska Institutet nel duemilasedici aprì un’inchiesta, il contratto con il Chirurgo non fu rinnovato e lui si trasferì in Russia dove venne assunto dalla Kazan Federal University. Nel duemiladiciassette tuttavia, venne licenziato definitivamente anche da quest’ultima collocazione accademica, quando, in seguito alle indagini riguardanti tutti i decessi susseguiti alle sue operazioni chirurgiche, venti casi trattati quasi tutti con esito negativo, le accuse nei suoi confronti si concretizzarono e quasi tutte le sue pubblicazioni scientifiche vennero ritirate, con conseguenze giuridiche anche per i suoi coautori. Anders Hamsten e Urban Lendahl in seguito allo scandalo si dimisero dalle loro cariche. Il Chirurgo venne arrestato dalla polizia italiana per frode e abuso d’ufficio. Quindici giorni fa, l’ultimo atto della vicenda, avvenuto in Svezia, con l’incriminazione per aggressione aggravata, un procedimento doveroso verso i parenti delle vittime di questo personaggio e verso il mondo accademico stesso. Di chi parlavano in questi giorni alla tv? Di Mirko Scarcella? Ma scanzateve và…